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giovedì 8 luglio 2010

Altri NODI per collegare lo SHOCK LEADER

Ecco altri nodi per legare spezzoni di filo di diametro diverso nella fattispecie LENZA MADRE - SHOCK LEADER.
Oltre al NODO COX ecco una serie di nodi usati per questo scopo.
Per un ottima esecuzione del nodo ricorda sempre di bagnare le spire prima di serrare


Nodo UNI

Nodo Barrel

Nodo di Sangue

Nodo special Albright

Nodo Mahin

Shock Leader....come quale e perchè!

Shock Leader definizione "collegamento tra due lenze di diametro diverso, per collegare il trave ad finale, in modo da poter sostenere lo strappo del lancio ed il peso del piombo."

Dalla definizione si può capire benissimo l'utilizzo di questa tecnica ma non si evince la complessità e le diverse scuole di pensiero che ha scaturito questo sistema di pesca.

Lo shock leader secondo alcuni storici della pesca è nato con i carpisti e poi si è diffuso con il SURFCASTING dove l'esigenza di lanciare piombi pesanti con monofili di diametro piccoli per arrivare a distanze oltre i 150 metri si poteva fare solo con questo geniale accorgimento cioè uno spezzone di filo che assorbisse praticamente tutta la forza d'urto impressa dal
lancio e dal piombo pesante senza dimenticare l'utilità di avere la sicurezza di avere un filo di prestazioni migliori in fase di recupero e quindi avremo gli ultimi 10 metri che ci garantiranno di portare su anche prede di notevole dimensione che danno il loro meglio nell'ultima fase di combattimento .
La fortuna di questa tecnica e la praticità d'uso sia in fase di recupero che in fase di lancio ha trovata applicazione anche in altre discipline di pesca come il BOLENTINO, L'INGLESE, la pesca con la BOMBARDA o con il PASTURATORE.


COSA OFFRE IL MERCATO


In commercio ci sono tante tipologie di shock leader con costi che vanno dall'economico a cifre assurde,ma in linea generale li possiamo riunire in tre categorie CONICO - NYLON - TRECCIATO

il CONICO e una lenza che parte da uno 0.20 e finisce con lo 0.60 di solito in una bobina se n'è possono trovare fino a 15 spezzoni ed è molto utile per collegare le lenze sottili come ad esempio uno 0.18,
vi segnalo lo Shimano Tapered Surf Leader.
il NYLON quello classico è ottimo da usare come shock con una sola avvertenza "che i diametri dei fili che si vanno a collegare non siano troppo differenti ad esempio uno 0.18 con uno 0.35 risulterebbe spropositato e il realizzo anche con il miglior nodo vi creerà non pochi problemi mentre più omogeneo uno 0.25 con uno 0.35, non fatevi fregare da nylon specifici per shock vanno benissimo anche quelli economici, anzi l'unico degno di nota è Mustad Ayaka Black power (quello nero) è ottimo e non costa tanto.
il TRECCIATO anche se molti nè snobbano l'uso io lo trovo straordinario specialmente il Fire Line della Berkley , sono anni che scrivo sui forum i pregi di questo filo per collegare spezzoni sottili e grazie alla straordinaria resistenza del filo e al basso diametro del trecciato il lanciò risulterà sicuro, scorrevole e più lungo.
infatti su un trecciato di 25 o 30 libbre possiamo collegare senza problemi fili dello 0.16 o dello 0.18 in quanto verremmo ad avere due fili quasi dello stesso diametro,
da usare esclusivamente con lenze sottili e con canne che hanno anelli SIC o in Titanio perchè a lungo andare il trecciato usura gli anelli.


IMBOBINARE LO SHOCK LEADER

Siamo giunti a l'altro dilemma "quanto filo dedicare allo per lo shock leader?"
secondo molti la lunghezza più mezza della canna e 6 giri di mulinello.
io invece calcolo la doppia lunghezza della canna (es. se la canna è di 4 metri devo calcolare 8 metri) più 4 giri di mulinello.
Ovviamente dovete tenere conto che più shock mettete e più attrito avrete in fase di lancio...quindi fate voi.


COME LEGARE UNO SHOCK LEADER / shock leader knot

Ora vi propongo un nodo fatto da me uscito quasi per caso, non sò se in rete c'è uno simile ma nè rivendico la paternità, l'ho chiamato
NODO COX /THE COX KNOT
è di facilissima esecuzione e vi garantisco che se fatto bene dura in eterno.
Il numero di spire si possono ridurre o aumentare in base alla grandezza dei fili.
Per un ottima esecuzione del nodo
ricorda sempre di bagnare le spire prima di serrare.
  • Mettere in parallelo la lenza madre e lo shock
  • Cerca di fare tre spire con la lenza madre (cerchi) intorno allo shock
  • Fai passare il filo dentro le spire create e serrare leggermente
  • fai lo stesso con lo shock
  • Adesso bagna tutto con la saliva e serra gradualmente tirando da ambo i lati
  • Taglia il filo in eccesso con un taglia unghia

sabato 22 maggio 2010

Pescare con la DINAMITE!

Quando il confine tra idiozia e divertimento non esiste!
Nel video si vedono due ragazzi che si divertono pescando pesci con petardi....sembra un gioco innocuo, una goliardata per farsi due risate ...ma non è così!
La triste verità è che questo tipo di pesca è molto diffuso tra i bracconieri di tutto il mondo per il semplice fatto che con un pò di esplosivo si porta a casa una gran quantità di pesce,
però senza rendere conto del danno che si fà all'intero ecosistema e anche a se stessi (a livello di bracconaggio usano vera dinamite ...pericolosissima!).
Voglio ricordare per chi non lo sapesse che questo sistema di pesca è ILLEGALE, si rischia l'arresto quindi non lo fate e se vedete qualcuno farlo non esitate a denunciarlo.








IL VERO PESCATORE RISPETTA L'AMBIENTE SEMPRE!


venerdì 14 maggio 2010

A pesca di Panocchie

La cannocchia o canocchia, detta anche pannocchia o panocchia o cicala di mare (Squilla mantis) è un crostaceo della famiglia degli Squillidae che può raggiungere una lunghezza massima di 20 cm.
Ha una corazza di colore bianco-grigiastra con riflessi rosati e con due caratteristiche macchie ovali bruno-violacee sulla coda simili ad occhi, la forma è allungata.
Vive ad una profondità che va dai 10 m ai 200 m sui fondi sabbiosi, fangosi costieri, spesso in prossimità della foce dei fiumi o dello sbocco dei canali.
La cicala è un animale solitario, vive durante il giorno in gallerie scavate nel fondo e di notte esce alla ricerca di cibo o per la riproduzione.
Durante il periodo riproduttivo i maschi trasferiscono le spermatofore alle femmine, le cui uova saranno o trasportate tra le appendici toraciche o abbandonate in fessure della roccia. Tale specie vive prevalentemente in tane scavate su fondi sabbiosi, con abitudini solitarie (nei pressi di Ancona la densità è di 1 tana ogni 4-24 m2) e un elevato grado di aggressività. Gli stomatopodi sono infatti dei voraci predatori, anche nei confronti dei loro simili.

La PESCA
Allora facciamo il punto,
questo crostaceo abbondante nel Mare Adriatico viene generalmente o per meglio dire esclusivamente catturata con le reti a strascico, quindi la pesca con la canna è impossibile....diciamo quasi
Credo che ha tanti di voi sia capitato per caso di tirar su inaspettatamente una panocchia...a me tante volte e vi dico che se beccate il periodo giusto nè prendete così tante da riempire un mezzo secchio.
Generalmente al Porto di Punta Penna (Vasto) nel periodo Ottobre -Dicembre quando fuori il mare è mosso entrano le panocchie è questo il momento!!!
Canna a fondo e verme, nulla di complicato , l'abboccata avviene come quella di un qualsiasi pesce anzi data l'aggressività del crostaceo sul cimino della canna si avvertirà delle belle toccate.



lunedì 3 maggio 2010

La Seppia


La Seppia (Sepia officinalis) è un mollusco cefalopode, Può raggiungere i 40 centimetri di lunghezza per 2 chilogrammi di peso.
La seppia si nutre prevalentemente di piccoli crostacei e molluschi pesci in difficoltà motoria e morti.
Ha un corpo ovale schiacciato circondato da una pinna, dotato solo di testa e piedi e da un capo con dieci braccia. Di queste, due sono più lunghe, retrattili e con la parte terminale ricca di ventose, e sono dette tentacoli, lungo tutto il margine è presente una lamina contrattile in sostituzione delle due pinne che posteriormente si separa.
Sono presenti tentacoli minori periorali ricoperti internamente di molte file di ventose. Sotto la pelle si trova la conchiglia: osso di seppia.
Il colore è molto variabile anche in funzione dell'accentuato mimetismo ed è diversa a seconda del sesso (i maschi presentano una linea bianca lungo tutta la pinna)
la superficie dorsale è zebrata con prevalenza di tinte gialle, brune, verdi e nere, la superficie ventrale è bianca.

La riproduzione avviene tramite i maschi che scelgono un posto idoneo alla deposizione delle uova e lo difendono energicamente, nel frattempo si dedicano al corteggiamento delle femmine ed alla fecondazione delle loro uova che sciudono in 38-40 giorni. Le seppie si riproducono tramite dei sacchetti di sperma, detti spermatofore, che vengono "trasferiti" dal maschio alla femmina.
A titolo informativo esiste anche la SEPPIA GIGANTE (SEPIA LATIMANUS) che raggiunge i 50 cm e i 10 kg di peso, ma per ns sfortuna vive solo nell'oceano Pacifico e Indiano.


DOVE VIVE

Diffusissimo in tutti i mari italiani, in Adriatico esistono due popolazioni di seppie, una che si riproduce in primavera, l'altra in autunno. I primi ad arrivare nei pressi della costa sono i maschi poi le femmine che, avvenuto l’accoppiamento cercano un substrato per deporre le uova. Frequenta comunemente fondali rocciosi misti a sabbia o fango e sulle praterie di posidonia. Vive da pochi metri d'acqua fino a oltre 150 metri di profondità. Risale verso la superficie quando in cerca di cibo (gamberetti, molluschi, granchi) e nei mesi primaverili per la deposizione delle uova.


COME E QUANDO PESCARLA

La stagione di pesca và dalla fine dell'estate agli inizi della primavera, con la sua massima attività nei mesi invernali. Gli orari più propizi sono quelli notturni, quando le seppie sono solite alimentarsi, ed è ottimo se utilizziamo esche naturali o artificiali dotate di fonti luminose tipo starlite oppure fosforescenti. Sono possibili catture anche all'alba o al tramonto e durante le ore della giornata, in presenza di cielo coperto e acque velate.
Nel mio Adriatico centrale i periodi di massima attività sono il mese di MAGGIO e SETTEMBRE, le catture possono protrarsi fino a novembre ed oltre, ma ai primi cenni di freddo intenso le seppie tornano a largo e diventano preda per chi fà pesca professionale.
Quindi come si è potuto evincere in via generale le seppie accostano in primavera ed in autunno.
La condizione essenziale per la pesca al cefalopode è mare calmo con acque chiare, perchè le seppie cacciano a vista, se la visibilità in acqua à scarsa difficilmente vedrannno l'esca

La Pesca si effettua con le reti a strascico, con la fiocina, attraendo i maschi mediante una femmina legata a una fune o posta entro nasse, oppore con la seppiarola, un triangolo di legno recante specchetti ai quali la seppia maschio si aggrappa scambiando la propria immagine riflessa per una femmina .
Per quanto riguarda la pesca sportiva la tecnica principe è quella con la TOTANARA in aggiunta vanno bene la tecnica con il GAMBERO (vivo o morto) e con il PESCE (la sarda è eccellente);
queste tecniche hanno i migliori risultati in prevalenza dalla barca, ma altresì si può avere delle belle performance anche da terra: nei porti, moli, calamenti naturali e artificiali e foci di fiume.

La tecnica con il GAMBERO (vedi foto lato) di cui il cefalopode nè è ghiottissimo si fà innescando un grosso gambero (vivo o morto) su di un amo del 4 a gambo corto e collo largo, finale in fluorocarbon dello 0.25 di circa 50 cm,
questa tecnica ha solo un grande difetto "la perdita dell'esca dovuta all'aggresività della seppia, poi non avendo coroncine è facile che i cefalopode si slami con poca difficotà, bisogna essere bravi a guadinarla al momento giusto





La tecnica con il PESCE (morto) si fà generalmente con la sarda e si usa un gabbiotto (vedi foto) chiamato Totanara a Gabbietta dove (non con poca facilità) và inserito il pesce,
per la montatura è la stessa della tecnica con la totanara.
Questa tecnica la trovo molto redditizia e geniale ma anche lei ha delle pecche infatti dopo due o tre calamenti l'esca deve essere sostituita perchè la seppia attaccando il pesce nel gabbiotto lo riduce a brandelli.








La tecnica con la TOTANARA come ho già detto è la migliore, ma non per il numero di prede catturate ma per la praticità dell'artificiale (non sporca è
riutilizzabile ed economica).
La totanara per le seppie è la stessa usata per altri cefalopodi come il polpo o il calamaro, possono essere fatte di plastica, seta o altri materiali, possono essere galleggianti (meglio classificarle come poco affondanti) o piombati, si possono trovare a una corona o più corone e c'è ne sono in commercio di svariati colori (vedi foto)

Le migliori a mio avviso sono di seta, piombati e a due corone.

Per quanto riguarda la MONTATURA più idonea diciamo che la scelta è individuale, c'è chi usa il piombo in aggiunta (consigliatissimo) e chi le cala attaccate alla sola lenza (consigliato solo per acque basse),
poi ci sono alcuni che usano la montatura a bandiera con più totanare lungo la trave e chi come me usa la montatura a PIOMBO SCORREVOLE con uno short arm (vedi disegno),
la lenza và calata in acqua e affidata allo scarroccio della barca (se si pesca da terra bisogna recuperare lentamente)...ogni tanto conviene alzare l'esca dal fondo con qualche giro di mulinello per poi rilasciarla aprendo la frizione.
L'ABBOCCATA generalmente non è violenta si nota la curvatura del cimino e qualche piccolo sussulto, bisogna ferrare leggermente e ritirare il filo senza fretta (x non insospettirlo), in caso si slama non tirar su la totanara ma farla riaffondare di nuovo 8 volte su 10 la seppia riabbocca.
Poi c'è la face più delicata il GUADINAMENTO infatti il guadino già deve essere posizionato in acqua prima che la seppia emerga in superficie, il trucco sta nel far arrivare la testa del guadino fin sotto il cefalopode per poi con un colpo "metterla nel sacco" se questa ultima procedura viene fatta male..... quante seppie perderete ....e quante nè ho perso io (hehehehe).
Importante è anche il colore della rete del guadino , i colori molto accesi sono sconsigliati perchè spaventerebbero la seppia per poi farla scappare.
Le totanare (come già detto) sono disponibili in svariati colori e in linea di massima per essere più efficaci ed attrattivi vanno usati i colori appropriati secondo la situazione di pesca come si più vedere nella tabella qui sotto; anche se molti pescatori sostengono che quando le seppie hanno fame si attaccano a tutto.


COLORE ARTIFICIALE

ORARIO

CONDIZIONI METEO

Colore Arancione-rosa

Pomeriggio-tramonto

cielo sereno

Colore Verde

Alba e ore del mattino

cielo sereno

Colore Azzurro

Alba e ore del mattino

cielo nuvoloso

Colore Rosso vivo

Alba e ore del mattino

cielo nuvoloso

Bianco e nero

Ore diurne

tutte

Modello FLASH con luce intermittente

Notte

tutte





Video SEPPIA nel suo Habitat




Video SEPPIA ATTACCA Squid (squid attack)




Per realizzare questo post ho impiegato oltre 10 ore spero che almeno sia apprezzato!!!!



.....e RICORDA DI RISPETTARE SEMPRE IL MARE!


venerdì 30 aprile 2010

Le Telline o Arselle


Le Telline [Donax trunculus] o dialettalmente chiamate Arselle è un mollusco bivalve dalla conchiglia più o meno triangolare, a valve leggermente disuguali, e dalla forma alquanto appiattita.
Il bordo interno è dentellato sulla parte ventrale, ad eccezione delle estremità.
La colorazione è bianco giallastra, violacea o brunastra con zone radiali più scure; l’interno è biancastro con ampie zone violacee.
La tellina si nutre filtrando l’acqua e trattenendo, per mezzo di branchie a rete, piccolissimi organismi, particelle di detriti e particelle organiche in genere.
La riproduzione avviene da novembre ad aprile e gli esemplari adulti possono raggiungere i 3 cm di lunghezza, più frequenti però attorno ai 2 cm.

Le carni della tellina sono consumate sia crude che cotte; il pregio principale delle telline è la dolcezza e la delicatezza delle loro carni, per le piccole dimensioni si prestano bene come condimento per diversi tipi di pasta.


DOVE VIVE

La tellina è una specie molto comune nel Mediterraneo, soprattutto nel Tirreno, ma anche nel Mar Nero, nell’Atlantico orientale e nel Mar Rosso.
In Adriatico è abbastanza comune su tutte le spiagge anche se grazie alla pesca intesiva sta incominciando a scarseggiare.
Vive infossata nella sabbia delle zone litorali, fino ad una profondità di circa 15 metri , ma è più abbondante nei primi 3-4 metri vicino alla costa.
Il mollusco, che dispone di un piede a forma di ascia, riesce a penetrare facilmente sotto il primo strato del fondo sabbioso (pochi centimetri) e qui staziona estroflettendo verso l’alto due sifoni: uno inalante l’altro esalante.
Si trova quasi sempre in colonie.


COME PESCARLA

Il modo più comune per pescare le telline è il RASTRELLO o TELLINARA in commercio se ne trovano di più misure ma le più comuni sono da 36 o 43 cm.


Il procedimento è semplice ma faticoso, dato che le telline stazionano in acque basse intorno alla prima riva bisogna dragare la sabbia in senso orizzontale e farsi un bel po di metri spingendo a colpi il rastrello verso il fondo della sabbia mentre con i piedi si và a ritroso (vedi foto)

Quindi và considerato che la pesca alle telline per quanto semplice possa essere ha un dispendio di una grande forza fisica e di energia, essa viene fatta generalmente di mattina presto e quindi da mettere in conto anche la temperatura del'acqua che alle prime ore del mattino è molto fredda, ma per una bella spaghettata tutto sommato nè valle la pena.


REGOLE e LEGGI

Come pesca sportiva è dà tenere presente quali sono le leggi che disciplinano questo mollusco onde evitare MULTE SALATISSIME, salvo disposizioni territoriali dovete teneree presente quanto segue [decreto ministeriale 21 luglio 1998 concernente la disciplina della pesca dei
molluschi bivalvi]
  • La tellina per essere pescata deve avere una misura minima di 2,5 cm
  • Il quantitativo massimo è di 5 kg.
  • Nè è vietata la pesca dal 1° al 30 aprlile
  • Non e' consentita la pesca delle telline, dei tartufi e delle vongole veraci con la draga idraulica.
  • Nel mar Tirreno i giorni di fermo settimanali, per l'uso degli attrezzi denominati rastrello da natante e rastrelli senza ausilio di forza motrice e a piedi, sono limitati ai soli festivi.
  • Sull'intera partita e' ammessa una tolleranza di molluschi bivalvi: con dimensioni inferiori a quelle previste di non piu' del 10% calcolato sul peso; sul peso non superiore al 10% del quantitativo massimo pescabile.

E RICORDATI DI RISPETTARE SEMPRE IL MARE!


    mercoledì 28 aprile 2010

    La TRIGLIA


    La TRIGLIA, in sintesi pesce dalle ottimi carni e di facile reperibilità.
    Nel web si fà una grossa confusione sulla specie sul'habitat e sulle foto pubblicate.
    Ci sono due tipi di triglia nei nostri mari appartenti alla stessa famiglia (mullidi)
    la triglia di scoglio e la triglia di fango.

    Entrambe le specie hanno:
    Corpo fusiforme, allungato ricoperto di grosse squame. Bocca posta in basso che supera la parte anteriore dell'occhio. Entrambe le mascelle sono provviste di piccoli denti, sotto il mento sono presenti due lunghi barbigli. Dotata di 2 pinne dorsali, una pinna anale, 2 ventrali e pettorali, pinna codale forcuta.



    la Triglia di Fango o triglia bianca (Mullus barbatus barbatus) ha il muso più compresso, più largo e il corpo più chiaro, con sfumature rosate. Raggiunge i 25 cm.

    DOVE VIVE
    La triglia di fango vive quasi esclusivamente in gruppi su fondi melmosi e sabbiosi a profondità comprese tra i 5 ed i 200 m.
    È presente nelle aree più vicine alle nostre coste soprattutto nel periodo estivo-autunnale, quando i nuovi nati non sono ancora migrati verso profondità maggiori. Dalla metà di aprile ad agosto le femmine mature depongono le uova in vicinanza della costa in profondità variabili da 10 a 55 metri e in località dove il fondo è formato di sabbia e fango.



    La Triglia di Scoglio o rossa (MULLUS SURMULETUS) differisce morfologicamente dall’altra per avere la testa più prominente e allungata e il corpo si presenta con un colore rosso più acceso e percorso longitudinalmente da 2 e più strisce dorate abbastanza marcate, supera la lunghezza di 40 cm. è può arrivare a oltre 1 kg. di peso
    DOVE VIVE:
    Gli adulti di Mullus surmuletus vivono solitari od in piccoli branchi. La Triglia di scoglio differisce infatti dalla specie affine Triglia di fango per le abitudini meno gregarie (di gruppo), che hanno solo i giovani.Abita fondali rocciosi e qualche volta su fondali sabbiosi e fangosi coperti da vegetali, profondi al massimo 100 metri, i piccoli vivono in mare aperto. La temperatura nei luoghi da essa popolati è intorno a 17-21 gradi centigradi, non oltre ai 24-25.


    LA TECNICA DI PESCA

    Le triglie si pescano solo a fondo, la tecnica di pesca da riva o da molo dà risultati mediocri, la migliore tecnica per la pesca della triglia è il bolentino dalla barca con leggero scarroccio.


    ATTREZZATURA E TERMINALI

    Per la scelta delle attrezzature da triglie vige lo stesso discorso: canne semplici, telescopiche o anche bi-pezzo a ripartizione,di circa 3 mt. Per i mulinelli sono sufficienti anche quelli economici di taglia piccola, in quanto le prede saranno rappresentate per la stragrande maggioranza da esemplari di piccole dimensioni.


    Per quanto riguarda i finali da triglia
    useremo una montatura classica a piombo scorrevole come nella foto accanto.
    La particolarità di questa montatura è che si presta benissimo sia da terra che dalla barca e poi volendo si può aumentare la grammatura in caso di lanci più lunghi.
    Come piombo consiglio la classica pallina che permette uno scarroccio senza intoppi.










    AZIONE DI PESCA

    Si cala la lenza col finale, non appena il piombo giunge sul fondo, si recupera leggermente la lenza madre. La stessa andrà leggermente in tensione dopo pochi secondi per effetto dalla corrente o dallo scarroccio dell’imbarcazione se si pesca da terra lasciate le canne in tensione e fate qualche giro di mulinello ogni due/tre minuti. Quando la triglia abbocca lo fa di solito con delle piccole toccate, ben evidenziate dal vettino della canna che deve essere sensibile. Le toccate sono in genere seguite dalla flessione finale del vettino che denuncia l’allamata del pesce. Si ferra e si recupera. Se le catture ci impegnano abbastanza, con una certa frequenza. Talvolta accade che prima di avvertire le toccate da triglia, occorre attendere alcune decine di minuti.


    ESCHE

    Le esche per le triglie sono rappresentate prevalentemente da vermi o policheti, ottima l’arenicola o verme di sabbia. Funziona molto bene anche la tremolina di fango, quella prelevata lungo gli argini dei canali salmastri. Comunque, in alternativa, andranno bene anche le tremoline comuni, i saltarelli coreani.



    domenica 3 maggio 2009

    LENZE e MONOFILI "quello che non vi hanno mai detto"

    QUANTE BUGIE!!!

    Cari amici vi voglio mettere a conoscienza di quanto inganno c'è dietro le lenze e i loro carico di rottura e il loro vero diametro.
    Credo che anche a voi vi sia capitato di avere in mano un filo ad esempio 0.16 che però al tatto sembrava uno 0.20 ...leggete tutto l'articolo e scoprirete perchè.

    I test in seguito riportati sono stati eseguiti da EFTTA (European Fishing Tackle Trade Association).

    EFTTA fu creata a Londra nel 1981 ed è l'associazione internazionale indipendente del settore commerciale europeo dell'attrezzatura da pesca che si propone di promuovere la pesca da diporto, argomenti di carattere ambientale e della comunità di lavoro internazionale. Tra le sue funzione c'è anche quello di testare i prodotti dei suoi associati in qualita delle certificazioni delle quali le aziende produttrici si avvalgono.


    l’EFTTA ha messo in atto un programma di collaudo delle lenze attraverso un laboratorio indipendentemente designato per determinare l’accuratezza dell’etichettatura sulle lenze ed assegnare l’Etichetta Approvata EFTTA alle lenze con tali requisiti.

    Ecco i risultati sommari:

    · 11% testate raggiungevano o superavano la resistenza alla rottura fissata

    · 5% testate dimostravano oltre il 50% in meno di resistenza alla rottura di quanto dichiarato

    · 36% testate dimostravano tra il 30% - 50% in meno di resistenza alla rottura di quanto dichiarato

    · 26% testate dimostravano tra il 20% - 30% in meno di resistenza alla rottura di quanto dichiarato

    · 22%testate dimostravano oltre il 20% in meno di resistenza alla rottura di quanto dichiarato

    · 83% delle lenze testate dimostravano tutti i campioni essere al di sotto della loro resistenza alla rottura fissata

    · 9% delle lenze testate dimostravano alcuni dei campioni essere al di sotto della loro resistenza alla rottura fissata

    · 8% delle lenze testate avevano campioni conformi alla loro resistenza alla rottura fissata


    Leggendo questo primo risultato sommario si vede qualcosa di strano, come per esempio solo 11% delle lenze testate è conforme a quanto dichiarato dalla casa produttrice.

    Procedendo in modo più analitico ho riportato qui sotto la tabella integrale dove è stato inserito il filo testato e la casa produttrice, ovviamente ho ommesso i fili che in Italia sono poco commercializzati, per la lista completa vai QUI.

    Line Test Results

    LenzaDiametro dichiaratoDiametro effettivoDichiarata resistenza alla rotturaeffettiva resistenza alla rottura
    Alien Hi-Speed Reel, Fly0.2mm0.224mm5.5kg4.132kg
    Amnesia Memory Free Monofilament, Sunset Line & Twine CoNA0.389mm6.8kg7.307kg
    Anaconda Extreme0.22mm0.247mm6.4kg4.16kg
    Antares Silk Shock0.20mm0.202mm4.25kg3.61kg
    Asso Double Strength, Gruppo DP0.35mm0.355mm16.5kg9.698kg
    Asso Ultra, Gruppo DP0.35mm0.386mm16.7kg11.849kg
    Asso Ultra, Gruppo DP0.30mm0.324mm13.0kg8.375kg
    Asso Universal Fishing Line, Gruppo DP0.40mm0.404mm9.8kg9.624kg
    Carbotex0.30mm0.312mm12.55kg6.703kg
    Carp Gold, Balsax0.30mm0.333mm10.6kg8.067kg
    Colmic Fendrel0.30mm0.313mm12.1kg7.97kg
    Competition, Daiwa0.20mm0.201mm2.72kg3.407kg
    Daiwa Tournament0.31mm0.305mm5.44kg7.064kg
    Design Fishing - Dragon Soft0.20mm0.228mm5.20kg3.953kg
    Dual Band, Maver0.20mm0.242mm5.70kg4.475kg
    Europesca - Selene Aquamarine0.20mm0.212mm4.5kg3.241kg
    Falcon Planet0.20mm0.261mm6.35kg3.70kg
    Falcon Prestige0.22mm0.216mm6.65kg3.68kg
    Filament Ltd, Neptun Master0.16mm0.162mm2.2kg2.138kg
    Fladen Fishing Maxximus P0.25mm0.243mm4.0kg3.697kg
    Float Fish, Drennan0.22mm0.226mm2.75kg2.854kg
    Fluoxi Light, Golden Fish0.30mm0.299mm9.50kg7.05kg
    Fluoxi Power, Golden Fish0.30mm0.313mm9.20kg6.40kg
    FOG Fishing Tackle - French NylonNot stated0.166mm0.68kg1.528kg
    Fox Warrior0.35mm0.357mm5.44kg7.559kg
    Geologic, Decathlon0.40mm0.41mm12.3kg11.68kg
    Ghost Line, Profish0.20mm0.203mm2.72kg3.062kg
    Gold Label Tackle GLT - TXL-20.14mm0.151mm0.9kg1.556kg
    Gorilla UC-4 Original, Tubertini0.20mm0.251mm4.8kg3.661kg
    Grauvell Bionix0.40mm0.404mm10.9kg9.608kg
    Gruppo DP s.r.l - ASSO Dominator0.30mm0.324mm9.8kg8.853kg
    Gruppo DP s.r.l - ASSO Double Strength0.22mm0.246mm9.0kg4.816kg
    Gruppo DP s.r.l - ASSO Ultra0.18mm0.193mm6.0kg3.336kg
    Hercules0.16mm0.163mm2.95kg2.001kg
    Hi Seas, White Lightning0.23mm0.231mm3.6kg4.04kg
    JTM - Aquaflex Saltwater0.20mm0.209mm5.400kg3.470kg
    JTM - Flourex Abrasion0.20mm0.207mm5.400kg3.553kg


    Il risultato è sconvolgente ....praticamente (concedetemi il termine) ci hanno presi per il culo da una vita, guardate ad esempio il mitico filo della FALCON una bufala colossale e che dire della prestigiosa azienda ligure della ASSO, giudicate voi.


    ALLORA COME DIFENDERSI?

    In primo luogo date una vista a questi fili che hanno i riconoscimenti ISO e rispecchiano quanto riportato dalla casa produttrice QUI L'ELENCO COMPLETO (purtroppo non sono molti),
    ma leggendo l'elenco delle lenze approvate la cosa che vi salterà all'occhio che la poco apprezzata (dai VIP della pesca) LINEAEFFE ha la linea dei monofili più effecenti e certificati rispetto alle altre blasonate marche....scommetto che questo non ve lo aspettavate!

    Altro modo per controllare che la vostra lenza rispetti i reali carichi di rottura e il diametro sia effettivamente quello dichiarato, deve avere questo marchio


    MEDITATE GENTE MEDITATE!!!!!!